In un ipotetico anno 2003, che assomiglia molto ai nostri
giorni, un duplice omicidio getta un'ombra sinistra sulle
aule di un prestigioso liceo fiorentino e mette in subbuglio
il suo corpo docente. Il commissario chiamato a svolgere
le indagini, nel risolvere il caso, deve necessariamente
confrontarsi con un mondo, quello scolastico, a lui sconosciuto
e del quale fatica a decifrare i meccanismi. Mentre svolge
il suo lavoro investigativo scopre una scuola percorsa
da profonde contraddizioni, avvitata su se stessa in un
delirio verbale e cartaceo, in piena trasformazione, nella
quale gli schemi tradizionali sembrano essere ribaltati
e dove si va affermando un'idea del nuovo che ai suoi
occhi appare quanto mai assurda e incomprensibile. Partendo
da questa storia, apparentemente locale e circoscritta,
prende corpo il dilemma tra l'idealizzazione rassicurante
del vecchio e l'adesione a un moderno efficientismo che
spesso si rivela paradossalmente inefficace. Fin dalle
prime pagine emerge con chiarezza che il tono parodistico
ed ironico impresso al racconto, mai gratuito o goliardico,
è solo una patina al di sotto della quale traspare una
riflessione lucida e talvolta amara sul significato dell'essere
insegnanti oggi e che, dietro le tante situazioni estremizzate
fantasticamente, si delinea una realtà fin troppo vera.