Per introdurre l'argomento due piccole citazioni da A.
Schopenhauer:
Il turismo: la vita da nomadi, che indica il grado più basso della
civiltà, si ritrova al grado più alto nella generalizzata vita da turisti.
La prima fu
causata dalla necessità, la seconda dalla noia.
I turisti di massa: scrivono il loro nome in luoghi che sono meta di
visitatori: è un modo di reagire, di lasciare una traccia sulla località che non ne ha
lasciata alcuna in loro.
Si parla finalmente di gite o viaggi di istruzione.
Chi vive in una città d'arte sa bene cosa significa il termine 'turismo di massa' (del
quale il cosidetto 'turismo scolastico' costituisce una percentuale non indifferente).
Esso è sinonimo di orde di nuovi barbari che deambulano amorfe e catatoniche per vie e
piazze, in tenuta da turisti (pantaloni corti o jeans e camicie colorate), completamente
estranee a ciò che scorre sotto i propri occhi, se non quando l'attenzione collettiva
viene indirizzata, da una guida o chi altro, verso un manufatto del genere umano.
Solo in quell'istante il mostro dai cento occhi si ridesta e si concentra (spesso
indirettamente e cioè attraverso videocamere o macchine fotografiche) su ciò che altri
hanno deciso sia interessante osservare. Poi si passa oltre finchè il mostro non spalanca
le sue fauci per ingurgitare cibi appositamente preparati per il suo soddisfacimento in
locali immondi, che hanno deturpato irrimediabilmente i centri storici, o per strada a
ridosso di monumenti inermi. Il mostro però si nutre anche di immagini (non sazio di
quelle che ha rubato), riproduzioni, ricordi tipici e quindi una miriade di banchi e
banchetti, comunitari ed extracomunitari, negozi e chioschetti, deve accompagnare il suo
percorso aggiungendo degrado a degrado.
La gita o viaggio di istruzione è in certo senso qualcosa di diverso. In primo luogo
potrebbe svolgersi ovunque: la meta non ha nessuna importanza, è soltanto una cornice. Il
vero fine di ogni gita è la 'socializzazione'.
Con questo termine, che è un eufemismo, si indica il regresso lecito di un gruppo di
adolescenti ad uno stato istintuale pre-civile. Una specie di carnevale, di sospensione
temporanea del super-io, uno spazio circoscritto ma libero con alcune regole fondamentali,
che può servire per una conoscenza più intima di se stessi e degli altri e per un
rafforzamento della propria identità all'interno di un gruppo tribale.
Ecco un esempio di gruppo sociale che si è trasformato in gruppo gitante:


Non è un caso che i momenti fondamentali per la buona riuscita di una gita siano
quelli legati ai bisogni primari dell'uomo.
Il sonno: i ragazzi dormono ovunque fuorchè in albergo. Una tacita
regola dispone che l'albergo debba essere il luogo primario di 'socializzazione' e che
quindi non sia deputato al sonno se non nelle ore mattutine.



















Il cibo: i ragazzi in gita sono davvero onnivori. Mangiano di tutto e
a tutte le ore, ma disprezzano in genere e non sempre a torto, il cibo loro fornito dalle
pensioni che li ospitano.











Il sesso: piccoli amori sbocciano,nascono grandi
passioni,ma anche fortuiti ed insoliti incontri.....



















Il divertimento: qualcuno, forse in preda ai fumi dell'alcool,
si esibisce in performances singolari fornendo un'immagine molto diversa di sè da quella
che normalmente ha nel chiuso delle anonime aule scolastiche.










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